
MOLA DI BARI – Una serata intensa, partecipata e ricca di spunti di riflessione quella che si è svolta il 19 giugno scorso nel Chiostro Santa Chiara di Mola di Bari, dove istituzioni, associazioni e cittadini si sono ritrovati per presentare ufficialmente l’Ufficio Affido del Comune di Mola di Bari e dare avvio all’iniziativa “Famiglie che Accolgono”, promossa dall’Assessorato al Welfare in sinergia con il Centro Aiuto alla Vita – Mola di Bari ODV per sensibilizzare la comunità sul tema dell’affido familiare.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per approfondire il significato dell’accoglienza familiare e il ruolo che l’intera comunità può svolgere nel garantire ai minori in difficoltà un ambiente sereno e protetto in cui crescere. L’obiettivo della serata è stato quello di favorire una maggiore conoscenza dell’affido familiare, spesso poco conosciuto ma fondamentale strumento di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
La serata, moderata dal dott. Mauro La Grasta, Capo Settore dei Servizi Sociali del Comune di Mola di Bari, si è aperta con i saluti istituzionali dell’Assessora alle Politiche Sociali Lea Vergatti e della Consigliera delegata ai Minori Stefania Capotorto, che hanno ribadito l’impegno dell’Amministrazione comunale nel promuovere politiche sociali capaci di rafforzare la rete di sostegno alle famiglie e ai minori più fragili.
Particolarmente apprezzati gli interventi tecnici che hanno consentito al pubblico di comprendere più da vicino il funzionamento dei percorsi di affido. Il giudice onorario Michele Corriero ha illustrato il rapporto tra autorità giudiziaria e servizi territoriali nella tutela dei minori, mentre la dott.ssa Chiara Daddiego, referente dell’Ufficio Affido del Comune di Mola di Bari, ha presentato le attività e i servizi messi a disposizione delle famiglie nell’ambito dei percorsi di affido e accompagnamento.
Nel corso della serata è intervenuto anche Giovanni Gallo, presidente del Centro Aiuto alla Vita – Mola di Bari ODV, che ha evidenziato l’importanza di promuovere una diffusa cultura dell’accoglienza, capace di coinvolgere non soltanto le famiglie direttamente interessate all’affido, ma l’intera comunità locale.
Uno dei momenti più emozionanti dell’incontro è stato senza dubbio la testimonianza della famiglia Costanzo-De Matteis, che ha raccontato con semplicità e autenticità la propria esperienza di affido. Un racconto capace di restituire il volto concreto dell’accoglienza, fatto di relazioni, responsabilità, difficoltà quotidiane ma anche di straordinarie opportunità di crescita umana per tutti coloro che ne fanno parte.
Grande coinvolgimento ha suscitato anche il monologo teatrale “Guardami, sono a casa”, scritto da Vito Rago e interpretato da Silvia Fiore dell’Associazione Tuttinscena Cultura e Spettacolo. Attraverso la forza evocativa del teatro, il pubblico è stato accompagnato dentro le emozioni, le paure e le speranze che caratterizzano il percorso dell’affido familiare, offrendo uno sguardo profondo sul bisogno universale di sentirsi accolti e amati.
L’iniziativa del 19 giugno, come richiamato più volte nel corso della serata, rappresenta anche l’avvio di una progettualità diffusa sul territorio. Con il progetto“Famiglie che Accolgono”, nelle prossime settimane saranno infatti promosse nuove iniziative di informazione, confronto e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, attività culturali e due sportelli di ascolto dedicati, di cui uno online, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più consapevole e disponibile all’accoglienza.
Un percorso che punta a coinvolgere l’intera comunità locale, affinché il tema dell’affido familiare non resti confinato agli addetti ai lavori ma diventi patrimonio condiviso, occasione di crescita civile e responsabilità collettiva.
Perché, come è emerso più volte nel corso dell’incontro, l’affido familiare non riguarda soltanto alcune famiglie particolarmente generose: riguarda la capacità di una comunità di non lasciare soli i propri bambini e di trasformare la solidarietà in una concreta opportunità di futuro.
